Mitologia in vacanza (Farfalle delle Alte Madonie)

farfalle mitologia

Ferragosto è stato bellissimo. Niente mare, niente folle, niente rabbia per la spazzatura lasciata in giro. Solo prati e pascoli a perdita d’occhio, cime carbonatiche, aria fresca e bimbetti scorazzanti per le doline. E proprio grazie a questi due marmocchietti che affrontavano indomiti le distese dorate, punteggiate da qualche cardo in fiore, mi sono accorto che i prati d’alta quota erano ancora stra-pieni di farfalle!
Così mentre facevamo trekking al passo dei bimbi (che all’età di due anni sono stati indomiti escursionisti, con quelle gambette paffute…!) io ne ho approfittato per scattare qualche foto e pensare ad un bell’articolo di rientro dalle vacanze.

bimbi trekking

La cosa buffa delle farfalle è che, a livello tassonomico, sono state nominate con epiteti che fanno riferimento alle culture classiche e alle antiche mitologie greche e latine (raramente anche di altri popoli). La sottigliezza dei tassonomi però è ben nota nel mondo delle Scienze Naturali ed infatti la questione non finisce qui. La stra-grande maggioranza dei nomi non è data a caso. Spesso rispecchia una peculiarità della specie, una sua caratteristica fisica, una sua emergenza caratteriale. Così farfalle amanti dei luoghi umidi e ombrosi prendono i nomi delle Naiadi, ninfe delle acque fresche e dolci. O ancora Podalirio e Macaone, due farfalle di generi diversi ma molto simili tre loro, hanno il nome di due fratelli della mitologia greca.

Per l’identificazione ci siamo rivolti a parecchi database sul web, di cui abbiamo già parlato. Per l’individuazione è stato facile….bastava cercare i cardi in fiore, un sicuro contributo al sostentamento della biodiversità del luogo. E’ stato bello coniugare cultura classica e scienze naturali in un contesto bellissimo. Questa esperienza aveva un non so che di poetico…!


Di seguito, un elenco di tutti gli dei, semi-dei, eroi e divinità mitologiche che in quei giorni abbiamo visto svolazzare sui pianori dei Monti delle Alte Madonie.

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ARICIA DEI CAMPI (Aricia aegestis).
Questo piccolo Licenide porta con se il nome di due donne collegate alla mitologia latina (Aricia, consorte di Ippolito) e Egesta (ninfa siciliana, dei caldi fiumi segestani, da cui la città prende il nome). Non sono riuscito a capire il perché gli abbiano attribuito questi due nomi, la specie è comunque molto comune, spesso confusa con la Icaro azzurra, per via del retro delle sue ali, davvero simile tra le due specie. Esistono tuttavia due metodi infallibili per determinarla con certezza.

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ARGO BRONZEO (Lycaena phlaeas)

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BRISEIDE (Chazara briseis)
Questa farfalla mi ha fatto letteralmente impazzire. Altro che divinità, era peggio di un saltimbanco, compiendo brevi voletti ogni volta che mi avvicinavo, per poi posarsi sui suoli carbonatici e scomparire letteralmente alla vista. E’ una farfalla molto legata al pascolo ovino, trovandosi infatti solo in grandi distese calcaree intensamente pascolate durante il periodo estivo. Dipende quindi dal pascolo itinerante delle pecore, specialmente le grosse greggi che ancora effettuano transumanza salendo in quota nel periodo estivo. Depone le uova solo su graminacee di terreni poveri, aridi e pascolati, come Fastuca ovina. Purtroppo, a causa del calo dell’allevamento brado, questa farfalla sta diminuendo ad un ritmo preoccupante. Prende il nome da Briseide, schiava e amante di Achille che però Agamennone volle possedere a tutti i costi. Da cui l’ira funesta del pelide Achille….

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COMMA DELLE MADONIE (Hesperia comma emipallida)

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farfalle madonie
DAFNE AZZURRA (Polyommatus daphnis pallidecolor)
Questo piccolo Licenide prende il nome da Dafne. Sacerdotessa della Madre Terra, Dafne era una Naiade che amava la propria libertà e per questo respinse l’amore cieco di Apollo, fuggendo da lui e trasformandosi in una bellissima pianta di alloro. Gli esemplari madoniti sono particolarmente chiari, probabilmente un adattamento ai prati secchi e all’ambiente calcareo del complesso montuoso.

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Hipparchia blachieri
Tutto il genere Hipparchia prende il nome da Ipparco: astronomo, geografo e matematico greco. E’ un genere di farfalle sfuggenti. Alcune, come H.blachieri (endemica siciliana) e H.statilinus amano i prati ombreggiati, dove si posano su grandi pietre o al suolo. Altre sono boschive, come H.fagi, che si mimetizza alla perfezione sui tronchi. Di solito tengono le ali chiuse, mostrano esclusivamente i colori mimetici della pagina inferiore delle ali. Se infastidite però tendono a mostrare il grosso ocello delle ali superiori (l’esemplare della foto lo mostrava continuamente a tutti gli altri impollinatori sui cardi, facendo anche schioccare le ali. Era proprio scocciata!)

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Hipparchia fagi

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Hipparchia statilinus

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ICARO SICILIANA (Polyommatus celina)
Il mito di Icaro è uno dei più conosciuti, ragazzo alato che preso dall’ebbrezza del volo si avvicina troppo al sole, con un tragico evento. Questa minuscola farfalla, comunissima e dall’intenso colore azzurro (quando decide di aprire le ali, cioè mai davanti la macchina fotografica!) è davvero simile all’indole del ragazzo. Vola sui prati assolati e quando si posa dispone il corpo in maniera perpendicolare ai raggi del sole.

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LAMPIDE DI SPAGNA (Lampides boeticus)

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limoncella farfalle
LIMONCELLA (Colias crocea)

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MEGERA (Lasiommata megera)
Nel mondo greco, Megera era una delle Furie, tre sorelle da incubo!
In particolare questa specie è una vera furia della Natura, attiva e rissosa come poche. I maschi soprattutto! Amano i luoghi soleggiati e non accettano altre farfalle della loro stessa specie. In realtà non accettano praticamente nessun insetto volante nel raggio di parecchi metri. Ho avuto la fortuna di beccare una coppia in corteggiamento, con la femmina trepidante che faceva vibrare le ali davanti al maschio, ancora intorpidito dalla frescura mattutina. La donzella, scocciata, alla fine se n’è andata per i fatti suoi.

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PANDORA (Argynnis pandora).
La bellezza e il volo delicato di questa farfalla ben fanno capire il perché del nome che le hanno attribuito. Nel mito, Pandora è considerata la prima donna mortale. Gli dei le avevano donato tutto: bellezza, intelligenza, grazia, curiosità. Forse un po’ troppa, di quest’ultima. Zeus infatti, le regala un vaso contenente tutto ciò che può portare il mondo alla perdizione. La donna lo apre, destinando gli uomini ad una vita di sofferenze. Eh vabbè, ci arrangeremo.
Argynnis pandora vola principalmente in estate, dove si accoppia sugli effimeri prati della bella stagione. Ha uno stretto vincolo specie-specifico con le Viole, in quanto unica pianta nutrice dei suoi bruchi.

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PICCOLO ARGO (Celastrina argiolus)
Argo era un gigante della mitologia greca, dotato di innumerevoli occhi che non chiudeva mai tutti insieme. Era quindi invincibile perché impossibilitato nel cedere al sonno. Per questa sua caratteristica e per la sua forza smisurata, gli dei lo sfruttavano come guardiano.
Perché dare il nome di un gigante ad una delle farfalle più piccole che abbiamo in Italia? Semplice, basta guardare le sue ali, dotate di innumerevoli ocelli, proprio come gli occhi di Argo. Per aggiustare il tiro però, i lepidotterologi hanno aggiunto al nome comune l’aggettivo di “piccolo”. Celastrina argiolus ama luoghi freschi ed ombrosi, essendo una farfalla timida e poco propensa alla competizione. Più che di nettare, si nutre degli essudati di foglie e fusti (linfa, melata) e i bruchi si alimentano soprattutto di arbusti e rampicanti (sopratutto edera!).

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SILVANO AZZURRA (Limenitis reducta)
Concludiamo con le mie preferite: le Silvano! Nel mondo greco i silvani erano divinità dei boschi, legati alla prorompente forza vitale della Natura. Nell’immaginario comune amavano i piaceri della vita, braccando e cercando di possedere le belle Ninfe. Così è questa farfalla, dal volo spensierato. Incredibilmente confidente, le Silvano che sono riuscito a scovare volando tranquille da un cardo all’altro, inebriandosi di nettare e condividendo tranquillamente i propri fiori con altri esemplari della stessa specie e impollinatori vari. Bellissimi i loro riflessi alla luce del sole.

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Il vostro caro Totò!

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