12 buoni eco-propositi per il 2019!

Nei 15 giorni compresi tra il 24 Dicembre e il 6 Gennaio riusciamo davvero a dare il peggio di noi. E’ ciò che pensavo stasera, mentre tornavo a casa, satollo di cibo su una strada deserta e illuminata dalle lucine di Natale appese ovunque. Penso che si raggiunga davvero il massimo dello spreco (in termini di cibo) e di consumo (in termini energetici) di tutto l’anno.
Possiamo davvero permettercelo? Solo se nei 350 giorni rimanenti diamo il nostro meglio in termini ambientali. Una persona negativa direbbe che non possiamo continuare a vivere come se le risorse del pianeta fossero infinite. Ma per fortuna questo blog pullula di positività…

Mafalda (a new year) – Quino

Ecco allora 12 buono eco-propositi per quest’anno. Uno per mese. Semplici, chiari e facilissimi da attuare. Che siano 12 piccoli passi per lasciare il mondo migliore di come lo abbiamo trovato. Che ci permettano di essere d’esempio per tutti coloro che ci stanno vicini e che vivono ancora bendati e sordi rispetto alle emergenze ambientali (pensa positivo, Totò!).

1) GENNAIO – Offri un rifugio per l’inverno!
Nell’ultimo decennio numerosi ecosistemi sono andati incontro ad un processo di graduale degenerazione e banalizzazione. Ambienti sempre più uniformi e omogenei, con pochi angoli dove gli animali possono creare tane o trovare nascondigli dove passare la stagione fredda. Con pochissimo materiale naturale, o di riciclo, si possono creare un’infinità di rifugi (Saturi di Natura ne ha parlato già qui) e offrire un grande aiuto alla biodiversità, pari a quello dato dalle risorse di cibo o da un punto d’acqua. Sono facilissimi da realizzare, possono comodamente nascondere un angolo antiestetico o una nicchia inutilizzata e in poco tempo si fondono perfettamente col circondario, diventando parte integrante del paesaggio.

Lucertola campestre, nei rifugi creati tra i ceppi della legnaia, all’interno del nostro bio-giardino

2) FEBBRAIO – Assicura il nettare anche d’inverno
Questo secolo passerà alla storia come quello della crisi degli impollinatori. L’ultimo rapporto ONU ha stabilito che un grandissimo numero di insetti impollinatori è in pericolo di estinzione, con picchi del 40% per quanto riguarda farfalle e imenotteri sociali come le api.Tante le cause, in primis i biocidi sparsi nei campi ed il riscaldamento globale. Possiamo fare qualcosa nel nostro piccolo, assicurando una fornitura di nettare che sia costante tutto l’anno, ma sopratutto nei mesi invernali. Alle nostre latitudini infatti, molti insetti impollinatori sono attivi anche nelle giornate invernali più soleggiate. Il nespolo del Giappone assicura una abbondante fioritura da ottobre fino a metà dicembre, Iberis semperflorens ha una splendida fioritura in pieno Gennaio, i mandorli sono nuvole di fiori per tutto il mese di Febbraio.

Nespolo del Giappone, in piena fioritura dicembrina

3) MARZO – Condividi l’avvistamento con la citizen science…
Nell’era digitale e delle generazioni 2.0  chiunque possiede un moderno smartphone con capacità di registrazione audio, video e la possibilità di scattare foto. Questi possono essere un enorme aiuto per chi studia ed ha un’interazione continua con la natura. Il semplice registrare informazione, come ad esempio un’osservazione naturalistica, è un modo profondo per ricordare e apprezzare qualcosa, ed è un peccato non farlo quando in tasca abbiamo alcuni tra gli strumenti più potenti per registrare informazioni sul campo. Se un insetto o una pianta ci incuriosisce, basta scattare una foto e inviarla sulle numerose piattaforme di citizen science che esistono sul web (Inaturalist, Ornitho, nonchè numerose pagine locali su Facebook). L’utilizzo delle piattaforme di Citizen Science sul web o sui social network consente alle conoscenze e competenze sulla natura di fluire liberamente da persona a persona, ed aiuta enormemente gli scienziati riguardo ai progetti a grande scala che si basano sul contributo dei cittadino (come questo)

The worldwide painted lady migration – uno dei più riusciti progetti di citizen science su INaturalist

4) APRILE – Riempite il mondo di fiori!
Il consumo di suolo in Italia non accenna a diminuire: sono coperti da attività umane oltre 21000 km2 di territorio. L’Italia è al primo posto in Europa per perdita di suolo, dovuta ad urbanizzazione, cementificazione, erosione idrica. Quello che rimane deve fare i conti con diminuzione della sostanza organica, contaminazione diffusa, compattazione. Se aggiungiamo rimboschimento naturale e monocolture da pascolo, ci rendiamo conto che uno degli ecosistemi in diminuzione è quello prativo. Insomma, è sempre più difficile trovare una bella fioritura mista con corolle e fiori a perdita d’occhio!
Possiamo rimediare nel nostro piccolo piantando e seminando fiori a tutto spiano, ovunque possiamo. Nel nostro giardino, nei balconi, in vaso, nelle aiuole davanti casa, in un campo abbandonato. Possiamo acquistare sementi di specie autoctone da aziende specializzate, raccogliere direttamente i semi in campo, sbizzarrirci con bulbi, rizomi e talee. Oppure evitare di diserbare e lavorare il terreno, se siamo in possesso di un fazzoletto di terra. Gli impollinatori e gli insettivori vi ringrazieranno. Usate però soltanto specie non invasive!

Un vigneto inerbito, in provincia di Trapani

5) MAGGIO: Siate eco-narratori. L’approccio eco-narrativo può diventare una via molto efficace per promuovere percorsi innovativi di didattica ambientale. Non nozionistica, ma interpretazione ambientale. Siate narratori abili, prendete gli elementi del territorio (fauna, flora, geologia, emergenze ambientali, rapporto uomo-territorio,ecc…) e trasformateli in un racconto. Incuriosite, stimolate la curiosità, portate la gente a conoscenza dei danni ambientali in maniera leggera e mostrateli come reali e presenti nella vita di ognuno. Sopratutto, date soluzioni, non focalizzatevi sui problemi!

Un riccio al corso di eco-gardening, indetto da Falcon conservation

6) GIUGNO: Date un passaggio ai semi della flora spontanea.
Nonostante i boschi italiani siano in netta ripresa, un’ottima pratica è quella di raccogliere i semi meno “vagili” (ad esempio le ghiande delle querce) durante le passeggiate nei boschi. Per farne che? Semplice, per poi spargerle in maniera random in zone lontane e dove il bosco è scomparso. Molte piante infatti non riescono a ricolonizzare zone lontane poichè è difficile che semi pesanti e voluminosi vengano trasportati su lunghe distanze. Vi assicuro che funziona!

Un giovane leccio, nato da una ghianda caduta nel mio uliveto

7) LUGLIO: Scegliete percorsi eco-turistici.
Senza nulla togliere alle città d’arte, ai siti di interesse culturale e alle capitali del benessere…vuoi mettere la soddisfazione di girare una riserva naturale d’alta quota in piena estate? O zompettare sul cratere di un vulcano a 2000 m slm?
Oltre al fatto di arricchire le proprie conoscenze sul piano naturale, molto spesso si finanziano indirettamente piccole comunità locali, parchi e aree protette, che in questo periodo non se la passano proprio bene….

8) AGOSTO: Assicura acqua alla fauna selvatica.
Ancora più del cibo, uno degli elementi essenziali per la vita selvatica è l’acqua!
Assicurare una fonte d’acqua può fare la differenza tra la vita e la morte, nelle nostre estati torride. E’sicuramente più utile delle mangiatoie invernali o di altri “aiuti” abbastanza discutibili.

Una triste sorpresa nel Parco Regionale dell’Etna

9) SETTEMBRE: Evita la plastica usa e getta.
Qui c’è poco da argomentare. La plastica è ormai ovunque. Abbiamo inquinato terra, oceani e perfino l’aria, con le diossine sprigionate dalla combustione di quest’ultime. Basta davvero poco: evitare cannucce, piatti e bicchieri di plastica a favore di quelli in carta o in ceramica, tentare di utilizzare assorbenti e pannolini biodegradabili o riciclabili. Credetemi, non fa piacere arrivare in zone naturali lontane da qualsiasi insediamento e trovare questo…

10) OTTOBRE: Condividi e gestisci il tuo surplus
Consiglio che viene direttamente dalla Permacultura! La società moderna crea un surplus alimentare costante e continuo, la maggior parte del quale viene gettato o sprecato in maniera abbastanza superficiale. Possiamo gestire il nostro surplus in maniera tale da dare un valido aiuto alla fauna selvatica. Con questo non intendo lasciare avanzi a disposizione degli animali selvatici, pratica poco raccomandabile, ma piantare o seminare qualcosa in più da lasciare nei campi o nei vasi, oppure lasciare qualche frutto sugli alberi in giardino. Perfino il tuo surplus di tempo libero può essere preziosissimo, potresti ad esempio…

Una vanessa atalanta si nutre dei cachi maturi nel nostro eco-giardino

11) NOVEMBRE: Dare una mano ai Centri di Recupero Fauna Selvatica
Che sono sempre troppo pieni di animali selvatici bisognosi di cure e con troppo poco personale volontario, oltre ad una mancanza cronica di fondi per cibo e medicinali. Fare del volontariato è una delle migliori occupazioni che potete effettuare nel vostro tempo libero! Si impara tanto e si dà una mano.

12) DICEMBRE: Rallenta!
Forse il consiglio più importante. Prenditi il tuo tempo, guardati intorno, respira e….goditi questo 2019!!!

Il vostro caro Totò

 133 total views,  2 views today

Lascia un commento