8 spunti per un buon Quaderno di Birdwatching

Dopo aver lanciato su Saturi di Natura gli 8 accorgimenti per riconoscere gli uccelli, mi sembra doveroso parlare di uno strumento che negli anni mi è risultato indispensabile: Il Quaderno di Birdwatching! Se binocolo e taccuino risultano fondamentali per gli appassionati di uccelli, il Quaderno di Birdwatching è quello strumento che permette un salto di qualità all’appassionato birdwatcher, così come all’ornitologo di professione.

Non è solo una “bella copia” del taccuino, ma è un elaborato di dati, appunti e nozioni utili che si va arricchendo negli anni, contributo dopo contributo, fino a diventare una miniera di sapere. Ne ho visti alcuni di vecchi birdwatchers inglesi, completi di illustrazioni e acquerelli, che erano vere e proprie opere d’arte.

Come crearlo e cosa scriverci sopra?
Ecco 8 (di nuovo!) spunti per cominciare:
(le foto sono caricate in formato maxi, basta cliccarci sopra per due volte per leggere quello che c’è scritto)

1) Scegliete bene dove scrivere
Se siete fortunati e abitate vicino a qualche grossa riserva naturale (all’estero tante riserve hanno dei gadget all’ingresso) o siete stati a qualche evento del birdwatching, sappiate che ne vendono di già confezionati, bellissimi, con le pagine ad anelli e la copertina rigida piena di fantastiche illustrazioni o di splendide foto. Devi solo aprirlo e scriverci sopra.
Altrimenti una grossa e vecchia agenda può fare al caso vostro, così come un raccoglitore, un diario. Qualsiasi cosa su cui sia comodo scrivere, che sia resistente e che potete infilare nello zaino quando volete, leggero e pratico da portare ovunque. Forse è meglio evitare i supporti elettronici. Hanno bisogno di alimentazione, alla forte luce del sole i visori sono difficili da leggere, spesso i monitor si spaccano nello zaino.
Sarà un oggetto molto personale quindi, se vi va, abbellitelo con qualche penna tra le pagine, qualche disegno, oppure con i molti adesivi che vengono rilasciati durante i convegni o le attività ornitologiche (io ne ho a vagonate).

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2) Le check-list
Essenziali!
Forse la cosa più importante da scrivere su un quaderno di birdwatching. Le check-list sono sostanzialmente liste di specie e avvistamenti. Quando andate a visitare un posto potete appuntare qualche informazione sul percorso fatto, sulle condizioni meteo, sulle impressioni generali. E poi mettere tutto quello che avete avvistato o sentito. Se siete riusciti a vedere qualche specie particolare, è meglio arricchire la check list con qualche nota, in maniera tale da ricordare particolarità che vi renderanno più facile l’identificazione la volta seguente.
In luoghi molto frequentati, le cosiddette “local patch”, le check-list cambiano continuamente di stagione in stagione e spesso si arricchiscono di nuove specie nel corso degli anni.

Sono così importanti perché affidare alla memoria date, specie e luoghi di solito non è un’ottima idea. I ricordi sono labili e spesso vengono registrati in maniera fantasiosa dal nostro cervello. Inoltre non potete certo ricordarvi tutto! Le check-list inoltre sono materiale prezioso per chi dell’ornitologia ne ha fatto una professione. Rappresentano una mole di dati enorme sulla distribuzione e la fenologia delle specie e danno di solito il via a progetti seri quali la creazione di atlanti dell’avifauna.

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Check-list Saline di Trapani – anno 2010

3) Approfondire la singola specie
Quando ci si imbatte in una specie nuova, è una buona cosa studiare ed appuntare sul quaderno di birdwatching tutto quello che può tornare utile all’identificazione. Scrivere è anche un modo per memorizzare più facilmente: approfondirete quella specie una volta soltanto e le cose vi rimarranno in mente per anni. Al minimo dubbio potete sempre ri-consultare il vostro Quaderno di Birdwatching!
Focalizzatevi anche sul piumaggio, perché spesso vi può dare informazioni aggiuntive come sesso ed età dell’animale. Per sapere cosa scrivere potete sempre dare un’occhiata qui

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Pecchiaiolo – Pernis apivorus

4) Confronti tra specie
Alcuni gruppi di specie possono risultare ostici, come gli Acrocephalus, i limicoli o i “little brown jobs” (letteralmente piccoli cosini marroni, indicato per gli alaudidi, i motacillidi e gli emberizidi più terricoli). La cosa migliore da fare è accostarle assieme ed elencarne tutte le differenze. Nel momento fugace in cui appare un uccello e avete pochissimi secondi per identificarlo, sapere cosa andare a guardare è essenziale!

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Estratto dagli appunti sui Little Brown Jobs

Per le specie davvero ostiche, si può fare un lavoro a grana più fine: oltre a sagoma, verso, tipologia di volo, si può scomporre il piumaggio ed analizzare ogni tipologia di penna a seconda della specie.
In foto il caso delle femmine adulte di albanella, dove per ogni parte del corpo è riportato il carattere per arrivare alla corretta identificazione.

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Albanelle – femmine adulte

5) I metodi
Se volete dedicarvi agli uccelli a tempo pieno sappiate che dovrete imparare i metodi di lavoro: transetti, censimenti al canto, punti di osservazione, inanellamento, conta ai nidi, ecc…
Per ognuno di questi metodi esiste uno standard, delle nomenclature specifiche, dei tempi e dei costi a livello di energia. La cosa migliore che potete fare per impararli è andare con qualcuno che li conosce già e che vi spieghi come operare. E poi tornare a casa e scrivere tutto sul vostro quaderno di birdwatching!

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Mappaggio – tecniche e simboli

6) Le strategie ecologiche
Gli uccelli non sono solo ammassi di piume da riconoscere!
Hanno tutta una gamma di comportamenti, di nicchie ecologiche e di tempistiche e di modi di agire che il birdwatcher medio (purtroppo) non impara mai.Fenologie, comportamenti migratori e attitudini comportamentali sono tutti indizi utili per aiutarci a capire questo mondo così complesso e diverso dal nostro.In foto le diverse strategie di muta, da cui mesi fa ho ricavato questo articolo

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Strategie di muta

7) Idee e consigli
La cosa più proficua nell’ incontrare altri birdwatcher/ornitologi è la valanga di nuove idee e spunti che ne scaturiscono. Misurarsi con altra gente è sempre positivo perché ci permette di accorgerci dei nostri limiti e delle nostre convinzioni errate, ci fa rendere conto di quanto abbiamo progredito nelle nostre competenze e ci arricchisce di un sacco di consigli.
Per evitare la “sindrome da congresso” (torno a casa ubriaco di chiacchiere e di spunti interessanti e dimentico tutto non appena ricomincia la routine quotidiana) è bene appuntarseli.
Scrivendo questo articolo devo dire che mi sono reso conto con orgoglio che era stato fatto (quasi) tutto quello che con altri colleghi ci prefiggevamo anni fa!

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8) Riflessioni…!

Ammettiamolo, tutti abbiamo quell’attimo di poesia e apertura al mondo mentre ci volteggia di sopra un falco di palude e siamo immersi nello splendore primaverile!
Perché non aggiungerlo al nostro quaderno di birdwatching?

 

Il vostro caro Totò

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<< I rituali sono importanti e l’uomo li ha dimenticati. Anche quest’anno si è conclusa la mia migrazione. Mi dispiace solo di non averla vissuta a pieno, ma sono contento di aver passeggiato sul muretto ad un braccio dalle ali dei gruccioni. Voglio vivere tutta la vita così, senza mai stancarmi nell’intento di raggiungere una meta. Domani in realtà non si torna, ma si parte di nuovo! La meta è sempre un nuovo spunto per ripartire quando il vento è favorevole.>>

Salvatore Bondì

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