L’isola della salamandra che non c’è!

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Salamandra salamandra gigliolii – Calabria (foto Alessandro Baragona)

Strana gente quella che si occupa di biogeografia. Nel loro lavoro, che cerca di capire come le specie colonizzino nuove terre o da cosa derivi la loro attuale distribuzione, sono gli unici a considerare anche le assenze di gruppi di animali da una determinata regione. Tra queste assenze ce n’è una davvero eclatante che ha appassionati gli zoologi da quasi un secolo: la Salamandra in Sicilia!

Ho scoperto questi animali che avevo già 21 anni, durante un viaggio naturalistico in Calabria. Il dover attraversare lo stretto, immergersi nelle abetaie millenarie dell’Appennino Calabro e tenere gli occhi fissi sul muschio umido, dava a questo viaggio una connotazione di esplorazione zoologica per me nuova ed eccitante! E infatti ne rimasi innamorato…

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Salamandra salamandra gigliolii – Calabria (foto Alessandro Baragona)

La totale assenza della Salamandra nella nostra isola è davvero un colpo basso, specie se si pensa al fatto che siamo letteralmente circondati. Forse un’occhiata alla biogeografia di questi anfibi potrebbe esserci d’aiuto. Il genere Salamandra è relativamente recente, dato che i primi resti fossili di Salamandre moderne sono datati al medio Pleistocene in Europa Centrale, ca. 1 milione di anni fà (ref. qui), ma geneticamente si distingue dagli altri Salamandridae già 13 milioni di anni fa, nel Miocene (ref. qui). Ad oggi il genere conta ben 6 specie, con numerose sottospecie.

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Steinfartz et al., 2000. Distribuzione ed areali delle 6 specie del genere Salamandra.

Da qui la storia si fa interessante: una recente ricerca ha infatti evidenziato come ogni sconvolgimento geologico e climatico abbia creato una nuova specie di salamandra nell’area Mediterranea.
All’inizio del Miocene infatti il clima Europeo è caldo, le foreste sono ovunque e c’è un grande sviluppo evolutivo della fauna minore (passeriformi, roditori, serpenti e anfibi). Dal Medio Oriente una salamandra “primitiva” si divide in due gruppi, una rimarrà in sede dando origine alla prima speciazioneSalamandra infraimmaculata (la specie più antica del genere, 8 milioni di anni fa), l’altra conquisterà rapidamente tutta Europa. Da cui colonizzerà anche il Nord Africa, approfittando della chiusura geologica del canale di Gibilterra durante il Messiniano. Le salamandre Nord africane rimarranno però “intrappolate” dalla successiva riapertura del Mediterraneo, 5 milioni di anni fa (seconda speciazione). Si origina così la Salamandra algira. La specie che rimane in Europa darà invece origine al progenitrore di Salamandra salamandra. Quest’ultima conquisterà tutte le foreste temperate europee, con una distribuzione molto ampia.
All’avvento del Pleistocene però, da 5 milioni a ca. 11.000 anni fà, il crollo delle temperature e le numerose glaciazioni mettono a dura prova la sopravvivenza delle specie. La S.salamandra rimane frammentata in alcuni “rifugi caldi”, da cui rimarrano isolati alcuni gruppi che daranno origine a una nuova specie in Corsica, dove era già arrivata prima del distacco dell’isola (Salamandra corsica – terza speciazione) e sulle Alpi alle due specie “sorelle” molto più recenti: Salamandra atra e Salamandra lanzai (quarta speciazione)

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Rodriguez et al. 2017 – Eventi di speciazione nel genere Salamandra, tramite analisi di RNA e marcatori genetici del DNA (RAD)

Ma la storia non finisce qui. Se torniamo infatti a 500.000 anni fa, un attimo prima delle glaciazioni, abbiamo un unica specie in Europa continentale, che è appunto S.salamandra. Questa viene spazzata via dall’avanzata dei ghiacci e le uniche popolazioni che sopravvivono si rifugiano nei punti più caldi dell’Europa (Sud-Italia, Grecia, Sud del Portogallo) e in alcune isole climatiche montuose (le Alpi, come abbiamo già visto, e i monti Cantabrici nel nord della Spagna).
Finiscono le glaciazioni, siamo a poco meno di 10.000 anni fa. Quello che succede è incredibile: le salamandre ripartono alla conquista dell’Europa, ma solo da due punti: penisola balcanica e penisola iberica. Le italiane non avranno successo nella ricolonizzazione rimanendo isolate a formare una sottospecie (S.S.gigliolii) che però si mischierà con le nuove salamandre colonizzatrici arrivate dal Nord fino al Centro-Italia. Questa ssp. gigliolii è in realtà molto vicina geneticamente alla sottospecie che si crea nei monti Cantabrici spagnoli (S.s.bernardezi), rappresentando probabilmente la forma più simile alle salamandre che abitavano tutta Europa prima delle glaciazioni, data da evidenze fenotipiche (individui molto più gialli della media) nonchè genetiche.

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Eventi di colonizzazione da parte di Salamandra salamandra alla fine dei periodi glaciale

Cosa è successo allora in Sicilia?

La salamandra ha avuto possibilità di colonizzare la nostra isola?
Non lo sappiamo. Non esistono resti fossili e dalla analisi biogeografica si capise che questa specie non riesce ad attraversare bracci di mare. La Sicilia è stata collegata più volte alla terraferma, come durante il Messiniano per la chiusura di Gibilterra (5 mln) che ha permesso la colonizzazione siciliana al Discoglosso dipinto o al Rospo smeraldino. Questi però sono anfibi che tollerano molto bene la presenza di ambienti salmastri e avrebbero attraversato facilmente la landa salata che collegava la Sicilia al NordAfrica. Non è lo stesso per la nostra salamandra, animale molto sensibile e dalla pelle delicata.
Se c’è stata una colonizzazione è più probabile che sia avvenuta durante le glaciazioni, quando Sicilia e Calabria sono state unite per un breve lasso di tempo.

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Salamandra salamandra gigliolii – Calabria (foto Alessandro Baragona)

A supportare quest’ultima ipotesi c’è inoltre l’unico ritrovamento di Salamandra avvenuto in Sicilia, nel 1998 da Vaccaro e Turrisi, sull’Etna. L’esemplare fu portato (già morente) da un fungaiolo ai due naturalisti. Questi inviarono, dopo la morte, un campione di tessuto per analisi genetiche. Risultò che si trattava di una gigliolii (qui tutta la storia!).
Non si è mai capito se si fosse trattato di un deliberato rilascio da parte di qualcuno o se rappresentava l’ultimo esemplare di una popolazione oggi completamente estinta!

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Turrisi & Vaccaro, 1998. Unico esemplare di Salamandra ritrovato in Sicilia

Curiosamente la nostra isola presenta habitat idonei alle salamandre, come le faggete e i boschi mesofili presenti su Nebrodi, Madonie ed Etna, Molte specie inoltre sono geneticamente affini a quelle calabresi, originatesi proprio da colonizzazioni avvenute durante le glaciazioni. Inoltre il termine “salamandra” esiste, con varie trasformazioni, nei dialetti locali, spesso ad indicare animali differenti ma con connotazioni anatomiche simili (ad esempio i gechi). Questa specie potrebbe essere arrivata in tempi pleistocenici e successivamente scomparsa per la contrazione delle aree boschive siciliane nell’800 (che ha causato la scomparsa di numerose specie boschive, come il picchio nero) o per il deterioramento degli ambienti umidi interni, anche ad alta quota.
Sfortunatamente però non esiste nessun’altra prova della presenza della specie in Sicilia.

La salamandra non è mai arrivata? O è arrivata e si è estinta?
E perchè tantissimo altri animali comuni in tutta Italia (tritoni, bombine, rane rosse, scoiattolo) non sono presenti in Sicilia, pur estendendosi fino ai boschi calabri a due passi dallo stretto?
L’enigma giallo-nero rimarrà insoluto per chissà quanto tempo ancora…

Il vostro caro Totò

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