Biogiardino: ci sono chiocciole e chiocciole!

radula
Impronte di radula su un fouling di alghe cresciute nel mio giardino

Sono spesso il flagello dei giardini, ossessione degli orticoltori e degli amanti dell’insalata. Le chiocciole hanno fama di animali insaziabili ed in effetti, specie dopo la pioggia, i loro morsi circolari si possono vedere sulle piante a foglia tenera. Molte specie in effetti sono erbivore e grazie alla loro radula (un cuscinetto boccale provvisto di dentelli cornei) riescono a decimare le piante eduli in poco tempo.

Oxychilus draparnaudi
Oxychilus draparnaudi

Ma non tutte le specie sono dannose per il nostro orto-giardino, anzi alcune sono parecchio utili nei processi di bio-degradazione, nonchè indicatori dello stato di benessere del nostro piccolo ecosistema casalingo. Stiamo parlando delle chiocciole detritivore!
Piccole, notturne e spesso di colori scuri, sono molluschi che passano facilmente inosservati alla vista, anche se i compost, i depositi di foglie secche e in generale tutti i rifugi umidi ne ospitano a decine e di specie diverse

Di seguito ecco alcune specie che è facile incontrare in Sicilia centro-occidentale:

Oxchylus fuscosus: Come tutte le specie del suo genere, questa chiocciola presenta un guscio abbastanza piatto, adattamento alla sua vita o-fuscosustroglofila. E’ infatti una specie che utilizza angoli stretti, bui ed umidi come crepe nei muri, interstizi tra le pietre, legnaie. Spesso vive anche sotto sassi o grossi vasi in coccio. Il particolare colore del corpo del mollusco dipende dalla pelle molto sottile e traslucida (altro adattamento agli ambienti ipogei) che mette in evidenza le emocianine, una metalloproteina che ha due atomi di rame invece che di ferro come nelle emoglobine (che invece dà il colore rosso al sangue) e che dà appunto questo colore blu intenso. Questa specie è endemica dei monti attorno Palermo, mentre nel resto d’Italia è molto più facile trovare O.draparnaudi. Tutte le Oxychilus sono detritivore e saprofaghe, non disdegnando di nutrirsi di animali morti (come in questa bellissima foto di Emanuele Biggi, scattata in ambiente di grotta!)

Rumina decollata: L’epiteto specifico “decollata” non allude a poteri di volo particolari, bensì alla vistosa troncatura che questa specie presenta sull’apice della conchiglia. La “decollatura” è presente solo negli adulti, mentre i giovani hanno urumina decollatana conchiglia completa che presenta un apice tondeggiante. Attenzione, manipolando la chiocciola, questa si stacca facilmente dall’apice e potreste rischiare di vedervela sfracellare al suolo! Capace di colonizzare anche ambienti molto aridi, è’ una specie molto comune e ben distribuita, distribuita in tutto il Mediterraneo occidentale. Purtroppo è anche ampiamente commercializzata negli USA come mezzo di lotta biologica, dove si sta diffondendo rapidamente. E’ facile trovarla nei cumuli di foglie secche, nei letamai e nei compost. Utilizza nicchi più umidi e protetti, come gli anfratti tra le rocce, sopratutto durante l’estivazione o la latenza invernale. A volte frequenta habitat particolarmente curiosi, come questo riportato su FNM. La foto è stata gentilmente concessa da Annalisa Balistreri.

Papillifera bidens: sinonimo di P.papillaris, questo piccolo Clausilidae dalla conchiglia molto stretta e lunga è un’amante delle rocce calcaree e la distribuzione infatti è strettamente legata agli Papillifera bidensambienti calcarei di tutto il Mediterraneo. E’ una specie che io trovo spesso nei conci gialli di calcarenite (qui chiamati erroneamente “tufo”) dove riesce ad infilarsi nei minuscoli interstizi grazie alle sue dimensioni davvero ridotte e alla sua forma affusolata. E’ una specie essenzialmente raschiatrice, nutrendosi dei tappeti algali che si sviluppano sulle rocce umide ed impedendone l’eccessiva proliferazione. Malgrado l’apparente diffusione, è una specie che soffre molto l’inquinamento, scomparendo al primo utilizzo di diserbanti e concimi chimici. Una curiosità: una minuscola popolazione è stata ritrovata a Cliveden, nella fredda Inghilterra, in una villa cinquecentesca in stile italiano situata nei pressi di Londra. Pochi esemplari, arrivati nel 1600 all’interno dei fori di un capitello calcareo, sono riusciti a riprodursi e sopravvivere per più di 4 secoli ai rigidi inverni britannici!

Pomatia elegans: Questa è probabilmente la specie più caratteristica dei nostri giardini. Fà parte della superfamiglia Littorinoidea, ed infatti i suoi parenti più vicini sono proprio le chiocciole marine che vivono sugli scogli dei litorali. Per essere una chiocciola terrestre ha davvero un’anatomia pomatias elegansparticolare: il piede su cui cammina è in realtà composto da due unità distinte che la chiocciola muove distintamente. Gli occhi non si trovano in cima ai tentacoli ma alla base e la bocca è proboscidata, dandole un aspetto davvero simpatico. Per di più possiede un opercolo (proprio da chiocciola marina!) che sigilla ermeticamente al minimo disturbo. Proprio per questa ultima particolarità questa specie è resistente a qualsiasi condizione climatica, riuscendo ad isolarsi completamente dall’esterno. E’ un vero tritatutto, nutrendosi praticamente di qualsiasi detrito trovi sulla sua strada (io l’ho vista alimentarsi di foglie secche, corteccia, parietaria marcia, mircofilm batterici). E’ comune in tutta Europa negli ambienti calcarei, ma sta rapidamente scomparendo nell’Europa Centrale, dato che soffre molto l’intensificazione agricola delle campagne. Nonostante il suo guscio sia molto spesso e duro è una delle principali prede di Poiretia dilatata, un gasteropode carnivoro capace di sciogliere il duro calcare delle conchiglie delle sue prede

poiretia dilatata

Proprio da quest’ultima specie prendo spunto per ricollegarmi al mio spunto iniziale. E’ vero, esistono chiocciole davvero preziose per il giardino in quanto aumentano la biomassa organica e accellerano i processi di degradazione degli scarti. Cosa fare per quelle che invece risultano dannose? Semplice, basta non gettare veleni e arriveranno anche i loro predatori. Ogni specie in più che riusciamo ad ospitare è un valore aggiunto al nostro giardino. Carabus, lucciole, ricci e Poiretia dilatata non gli renderanno sicuramente la vita facile!

Il vostro caro Totò

p.s. se poi siete appassionati di particolarità, non potete perdervi questa indagine etnoantropologica di qualche anno fa, fatta proprio sulle chiocciole!

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